Ketcup e magone

Che si mangia? Ci sono giornate in cui questa frase mi infastidisce. Ho voglia di tutto tranne che di mangiare, figurarsi di preparare un pasto.

Da che Francesco si trasferito all’estero i tempi e ritmi della mia vita sono cambiati e mi devo ancora adattare al mio nuovo status. Prima eravamo una famiglia di 4 persone, i genitori e i figli, che vivevano sotto lo stesso tetto, le giornate scorrevano secondo ritmi che tutto sommato non riservavano sorprese, se non quelle ovvie, il figlio grande che non viene a cena o si porta la morosa, la figlia piccola che arriva a merenda con 4 amiche.

Adesso siamo in 3, una mamma, 2 figli e un padre emigrato per lavoro. Unica costante presenza domestica è la gatta Milla, che drizza le orecchie quando sente la voce di Francesco che esce dal computer e poi si va ad accucciare sul suo cuscino, come ad aspettarlo e ci sono sere in cui mi pesa apparecchiare sol o per tre persone.

Inutile negarlo o far finta di niente, la nostra vita è completamente cambiata e stiamo faticosamente ricostruendo dei ritmi, delle abitudini. È faticoso perché nessuno lo dice ma quel posto vuoto a tavola ci ricorda sempre che Francesco sta cenando a migliaia di chilometri da qui, chissà con chi e seduto a quale tavola. La paura è che adattarsi significhi cancellare la sua presenza.

Stiamo, ognuno a modo proprio, cercando il modo per far si che questa sia sempre la nostra casa e non la casa dove Francesco arriva qualche volta.

Date le premesse sono convinta che ci riusciremo, questo è solo un momento in cui sentiamo di più la fatica.

Sere fa non avevo voglia di cucinare, ma era ora di cena e qualcosa dovevo mettere in tavola. Qualcosa di caldo, fuori pioveva e la temperatura in poche ore era crollata di 15 gradi, ma non impegnativo.

Patate lesse, uova sode e tante salse sul tavolo. È un mio vecchio trucco per affrontare i momenti di stanchezza e di poca voglia di stare in cucina, quando anche davanti a una dispensa stracolma sembra che non ci sia niente di decente e di adatto da mettere in tavola. Le patate lesse consolano, si cuociono da sole, si mettono in tavola e ognuno se le prepara come vuole. Le uova sode vanno sempre bene, saziano gli occhi e la pancia e se proprio si vuole fare molta scena senza fatica si usano le ovette di quaglia, quelle che vengono dal carcere di Opera, buone in ogni senso.

E poi le salse. Tante, da mischiare tra loro, da mettere in bei barattoli e da sfoggiare dicendo “le ho fatte io…”

Pochi gesti, pensati molto tempo prima, in momenti in cui la voglia e l’energia per cucinare sono belli forti, e una cena diventa occasione per far chiacchiere con i figli e con chi c’è, sempre con l’orecchio teso al trillo di Skype.

da sbrigati che papà è in linea” e alla fine sparecchio io, che con Francesco parlo dopo che i figli gli hanno raccontato la loro giornata.

cosa hai fatto questa sera?”

niente di speciale, patate uova e salse. Non avevo voglia di cucinare…”

la prossima volta mi porto via una bottiglia di Ketchup. Mi manca.”

Ketchup 2 chili di pomodori rossi, 1 chilo di cipolle, 1 peperone rosso, 1 gamba di sedano, 2 carote, 3 foglie di alloro, 3 chiodi di garofano, un cucchiaino di cannella, 1 cucchiaio di paprica, 1 cucchiaino di curcuma, 1 cucchiaino di pepe (quello che più vi piace), 1 bicchiere di aceto di mele, 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di sale. Per addensare amido qb.

Si puliscono tutte le verdure, togliendo i semi ai pomodori e al peprone, i fili al sedano (se volete potete sostituirlo con sedano rapa), le si fanno a pezzetti e le si mettono in una grossa pentola, si aggiungono tutti gli altri ingredienti, si mette il coperchi e la si mette sul fuoco basso per almeno 1 ora, mescolando di tanto in tanto. Quando tutte le verdure sono ben cotte e si disfano toccandole, si passa velocemente con il frullatore a immersione e poi al passaverdure per eliminare le bucce. Se volete una salsa molto liscia passatelo due volte.

Rimettete nella pentola e prima di accendere il fuoco assaggiate e regolate le spezie.È il momento in cui si da il tocco personale.

In questa fase il Ketchup vi sembrerà molto acido, non cedete alla tentazione di aggiungere zucchero, deve riposare almeno 1 settimana prima di essere gustato e il caldo esalta tutti i sapori acidi.

A parte preparate una tazza con un paio di cucchiai di amido sciolti in acqua fredda e uniteli al Ketchup, fate sobbollire per 10 minuti, fino a che non addensa.

Versatelo ancora caldo in bottiglie, chiudete bene e mettetele a testa in giù, così fa il vuoto.

Va conservato al buio, al fresco, resiste – mi dicono – 6 mesi, ma non ho mai avuto modo di verificare. Finisce sempre prima.

Ma se avete molta, ma proprio molta fretta ecco la Salsa Agrodolce, quella dei ristoranti cinesi, come me l’ha insegnata Giuseppe, cinese vero, ristoratore e papà di un’amica di mia figlia.

1 tazza d’acqua, ½ tazza di aceto di riso, ½ tazza di zucchero, 4 cucchiai di passata di pomodoro, 2 cucchiai di amido di riso, 1 cucchiaino di sale.

Mescolate tutti gli ingredienti in una pentola e fate cuocere fino a che non sia ben addensato, versate in bottiglia e tappate. Conservate in frigo.

2 risposte a "Ketcup e magone"

  1. Nadia ha detto:

    Capisco perfettamente la tua sensazione la sera con la sedia vuota…
    Le ricette sembrano semplici, purtroppo ora qui non si trovano più pomodori decenti, aspetterò l’estate…

  2. maria domenica genovese ha detto:

    e a sant’Ambrogio rifaccio il ketchup! quello che amorevolmente ho fatto a fine settembre è finito da mo’!

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