giudici, giudizi e giudicanti

La pentola è sul fuoco. La pasta deve essere pronta per le 2, quando mia figlia torna da scuola. Lo so che c’è anche il risotto, ma la pasta le piace di più. Fuori è tutto gelato, torna da 7 ore di scuola. Una coccola ci vuole. Sto sbagliando?Secondo il ministro Cancellieri di sicuro. Sto tirando su dei mammoni legandoli a me con arditi manicaretti.

Secondo il ministro Fornero invece, sto tirando su degli illusi.

Secondo il sottosegretario Martone sto allevando i futuri sfigati.

E poi c’è chi dice che negli altri paesi i giovani a 25 anni hanno un lavoro, casa propria e stanno pensando mettere su famiglia.

Ma non hanno niente di meglio da fare? Devono per forza sparare sentenze sulle nostre vite? Ma chi si credono d’essere? I governanti del NOSTRO Paese?

Essere chiamati a fare i ministri e altri lavori accessori, non li autorizza a dire tutto quello che passa per la testa senza fermarsi neanche un attimo a riflettere. Prima di tutto a riflettere su di se. Su quanto siano responsabili della situazione a cui ora gli stiamo permettendo di mettere rimedio. Non m’importa in che forma siano responsabili. So che lo sono. Sono portatori di una cultura devastata e devastante. Lo dimostra la stizza suoceresca con cui queste donne-ministro ci dicono che non gli piaciamo, non rientriamo nel loro panorama sociale.

Se siamo sul lastrico, e ci siamo tutti, la responsabilità è anche loro.

Ma lo sanno queste due donne-ministro cosa significa organizzare vita e lavoro nello stesso spazio? Leggendo il loro curriculum non credo proprio. Non sanno che ci si può mettere a stirare camice tenendosi accanto il blocco per gli appunti di lavoro. Neanche sanno che si può scoprire il mondo facendo la spesa. Forse si mettono ai fornelli e fanno qualcosa di magnifico, ma la gestione vera è quella quotidiana. Sono capaci queste donne-ministro di studiare e fare anche l’arrosto o il polpettone? Intendo contemporaneamente, non in fasi distinte. Loro mettono in pratica ricette, non conoscono il metodo per arrivare a formularle.

Oltre che dire come si fanno le cose, sono capaci di farle? Sono capaci di fare di necessità virtù?

Oltre a dire come devono essere i figli altrui, come hanno allevato i loro? Li hanno cresciuti privilegiati, perché per laurearsi a 22 anni in medicina devi essere privilegiata oltre che dotata.

Di questi privilegi si dovrebbero spogliare. Sono portatrici di nepotismo, nella peggiore delle accezioni. Sono mammone, ma in un modo che il loro gruppo sociale apprezza e plaude.

Siamo passati da governanti che ci infliggevano un modello estetico ed edonistico a quelli che che dettano uno stile di vita che sia di loro gradimento. Socialmente gradevole.

Ho accolto con sollievo l’ingresso di Mario Monti a palazzo Chigi. Ho visto le lacrime di Elsa Fornero come un segno di stress dovuto al ruolo, una traccia di umanità. Ho commesso l’errore di pensare che l’umanità somigliasse almeno un po’ alla mia. Non è così.

Mi dimostrino che sono capaci di affrontare i problemi generati dalla loro cultura, dal loro modo di essere.

I miei figli hanno dei genitori. I loro sono figli di papà.

I miei figli non saranno mai dei figli di papà, per scelta morale ed etica.

I miei figli sono capaci di scegliersi gli amici. Non li ereditano dai genitori.

 

 

 

 

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