piove …

È domenica. Sono in casa. Fuori piove. Tira vento. Sto cucinando, ascolto la radio e penso a chi, a quest’ora, con questo stesso tempo non ha luce, non ha gas, non vuole mangiare. Penso a chi guarda il fango.

Lunedì. La piena del Po ha lasciato Torino e ora va verso la pianura. Chissà se qualcuno ha preso la difficile decisione di aprire il sistema idraulico delle risaie per dare spazio all’acqua. Il cielo è appena meno cupo, dicono che Genova ci sia il sole. Le previsioni meteo però parlano di un nuovo peggioramento per questa sera.

Ci sarà qualcuno che ha fatto tesoro dell’esperienza di Genova e si starà spostando dalle aree più pericolose? Qualcuno starà spostando le cose che può in luoghi sicuri? C’è ancora chi è capace di riconoscere un pericolo, una minaccia più grande di lui?

C’è da qualche parte qualcuno che si prende la responsabilità di fare cose difficili, come dire “state tutti a casa e fate scorte ‘acqua“? A quanto sembra è successo a Torino e provincia, con le scuole chiuse e un invito più che fermo a muoversi solo in caso di assoluta necessità. Ci saranno mugugni, ma la piena stanotte è passata, ha fatto danni ma non morti. Dobbiamo essere contenti.

Intanto esplodono le polemiche, si cerca il responsabile di tutto ciò. Quella sorta di figura mitologica che può tutto, decide, fa e disfa e al momento opportuno diventa vittima sacrificale della nostra rabbia.

Intanto nessuno guarda a se come responsabile. In piccolo, ovviamente, ma responsabile. È inutile girarci intorno, non siamo più capaci di prenderci cura di noi stessi badando a ciò che ci circonda.

Poco distante da casa mia c’è un ufficio in uno scantinato. Lo vedo dalle finestre che affacciano sul marciapiede, quelle che una volta avevano ancora dipinte le scritte e le frecce i rifugi per i bombardamenti su Milano. Arredato bene, tutto in bianco e rosso, con le luci sempre accese, le scrivanie ergonomiche occupate da persone ben messe. Non ho capito che lavoro facciano, ma sono sempre lì, chini sul computer, con la tazza del caffè accanto e il telefono ultimo modello su di una mensola sotto la finestra, dove prende meglio. Venerdì scorso a Milano pioveva e in tardo pomeriggio in quell’ufficio il pavimento era sott’acqua.

Cioè quell’ufficio è stato fatto nel posto sbagliato. Va spostato. E basta. Non farlo è pericoloso.

Il cielo si sta oscurando di nuovo. La piena del Po sta percorrendo la pianura. Sono ore difficili e complesse che qualcuno ha già raccontato.

 

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