trucchi in barattolo

“ma come fai ad aver già preparato tutto. Non mi dire che ci vuole un attimo e che è semplice. Sei una strega!” Ci conosciamo da più di 30 anni e da sempre io sono quella che cucina mentre tu sei quella che prepara la tavola. Siamo complementari, lo facciamo per chi c’è, divertendoci. Sei la mia amica del cuore da sempre. Sorrido davanti alla tavola perfetta che hai apparecchiato, con piatti e tovaglioli in tinta e una piccola decorazione a centro tavola. Io non sono capace, anzi non ci penso nemmeno, perché sto cucinando. Quindi insieme siamo perfette. E lo sappiamo.

“guarda che è davvero semplice, basta avere due o tre cose sempre pronte in frigo e riesci a fare tutto.” Mi guardi e so che stai pensando che non ho ragione, che non è per niente semplice, che cucinare è una rogna che ci tocca, ma di cui faresti volentieri a meno. In tutti questi anni non sono mai riuscita a insegnarti una ricetta, ma non demordo, questa volta ti scrivo una lettera sui miei barattoli.

Cara Anna, quante cose ci siamo raccontate davanti a un piatto di qualcosa. Quante volte sei arrivata nella mia micro casa al 4° piano e mezzo, avendo saccheggiato il negozio di tuo papà. Quante volte mi hai consegnato la spesa e, mentre io mi inventavo cosa preparare tu ti fiondavi in bagno per sistemarti. Credo che anche che tua mamma mi abbia ceduto lo scettro della cucina.

Mi rivedo mentre accudisco il risotto e tu mi leggi ad alta voce i titoli de Il Manifesto. Io e te che in quei momenti non solo avevamo in mano le sorti del mondo, ma eravamo anche un po’ seccate perché non ci davano retta come meritavamo. E quella notte passata ad ascoltare i risultati elettorali, con gente che è arrivata in continuazione e sempre qualcosa da mangiare pronto, fino a che alle 5 di mattina sono crollata e Mario ha rovinato il risotto al salto. Poi le amicizie sono diventate affetti e amori. Siamo diventate grandi, abbiamo conosciuto persone e momenti, ci siamo perse di vista e ci siamo ritrovate. Asciugate le lacrime, ci siamo guardate e ci sia siamo dette “dove eravamo rimaste?”

Quando ci siamo rivisti, gli amici di un tempo a casa di Bruno, tu hai portato tua figlia e un centro tavola, io due figli, un assortimento di formaggi e la mousse di prosciutto. La tua muosse di prosciutto. Erano anni che non la facevo e credo non averla rifatta dopo. Non c’è un perché. C’è il ricordo. So di avertene dato la ricetta più volte, so che forse hai provato a farla una volta, poi hai deciso che non viene come la faccio io e quindi tu non la fai.

Adesso provo a  raccontarti come faccio a dire che “ci vuole un attimo”. Vorrei spiegarti di che tipo di attimo si tratta, come è fatto e cosa racchiude. Perché su una cosa hai ragione, cucinare chiede impegno, studio e dedizione, poi con l’esperienza si scovano i trucchi per alleggerire il tutto e anche per divertirsi.

È in fondo lo stesso approccio che hai quando prepari il tuo arrosto. Una sequenza precisa e ben definita di azioni che portano a un determinato risultato.Peggio. È lo stesso approccio che ha nel tuo lavoro, per raggiungere un obiettivo occorre capire come usare gli strumenti necessari ed esistenti e analizzare le risorse disponibili e la loro qualità. Pensaci, tutto ciò funziona dall’organizzazione aziendale a quella domestica.

Allora cominciamo dai pestini. Sono due e ti conviene averne sempre in frigorifero e di scorta in freezer.

Pestino aglio e prezzemolo: compri tanto, tanto, tanto prezzemolo e del buon aglio italiano e fresco. Pulisci il prezzemolo e lo asciughi (ho visto che hai la centrifuga per l’insalata, usa quella), pulisci 2 o 3 spicchi di aglio, metti il tutto nel tritatutto e dai un paio di colpi fino a che non hai un trito fine. A questo punto prendi dei barattoli di vetro, non molto grandi (guarda che puoi riciclare quelli delle marmellate, vanno benissimo, non ci sono solo i barattoli firmati!) e aggiungi un po’ d’olio extra vergine d’oliva (mi auguro che tu usi solo questo!), amalgami bene con un cucchiaio, chiudi e metti in frigo. Visto che sei in ballo, preparane un paio d’altri e mettili in freezer.

Quando Valentina arriva a casa affamata nel tempo in cui cuoce la pasta può preparare con un cucchiaio di Pestino e un po’ di pomodoro un ottimo sugo. Oppure se hai comprato della carne trita, ci aggiungi il solito cucchiaio di Pestino, pan grattato, 1 uovo e hai l’impasto per le polpette. Oppure ti puoi inventare tu come usarlo. Attenta, con il cioccolato non sposa, ma è ideale con le acciughe o con alcuni formaggi !!!!

Pestino zucchero e menta: raccogli della menta piperita (o la compri, fa lo stesso, ma è meno romantico), la lavi e la asciughi, la metti nel tritatutto con almeno 4 cucchi di zucchero e frulli il tutto. Raccogli il tutto, lo metti in una ciotola ampia (una fondina) e aggiungi altro zucchero, misceli bene e lasci asciugare fino a che non è ben secco. Riponi il tutto in un barattolo e usi per … lo usi come vuoi.  Questo è perfetto per il cioccolato. Se vuoi strafare aggiungi un pizzico di zenzero.

Quando Valentina arriva a casa nascondilo.

Ci sarebbe un terzo pestino, quello a base di lardo fresco, erbe aromatiche e sale, ma è meglio che quello te lo regali io. Per farlo ci vuole il tritacarne …. troppo complicato.

Mentre scrivo mi vengono in mente mille ricette che potrei darti. Semplici, lineari, ma forse è meglio procedere per gradi. Bacio, I.

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