impara l’arte

Giorni fa, per caso, ho scritto su FaceBook che secondo me l’Artusi, nel senso del libro, è un testo fondamentale e fondante dell’unità italiana. Subito sono arrivati alcuni commenti. No, Artusi no, ricette troppo pesanti, meglio il Talismano della Felicità. Non è vero, meglio il cucchiaio d’Argento. Signore mie, mi spiace dirvelo ma un ricettario vale l’altro. Tutto dipende da noi.

Era il 1891 quando Pellegrino Artusi pubblicò a sue spese il suo ricettario. Qualcuno lo lesse, qualcuno lo uso e due anni dopo la ristampa aveva già subito modifiche e ampliamenti. Signore di buona cultura gli avevano suggerito altre ricette e qualche integrazione. Da allora, per 20 anni, La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene – e in appendice La cucina per gli stomachi deboli e un ritratto dell’Autore è stato un successo editoriale che continua ancora.

Si può dire che la stessa sorte è capitata al Talismano della felicità. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1929, da allora viene sempre aggiornato e continua a occupare gli scaffali delle librerie. Ada Boni l’ha seguito fino alla sua morte, nel 1959. Il Talismano è il classico libro di ricette totale, pieno di consigli e di trucchi e ancora oggi, 2011, ha un picco di vendite tra marzo e giugno, stagione dei matrimoni.

Il Cucchiaio d’Argento è diverso. Nasce nel 1950 pubblicato dalla rivista Domus, e cresce come pure e vera operazione editoriale. Non ha un autore, ma una redazione. Come gli altri è un successo che dura ancora.

Ognuno di questi libri è il caposaldo domestico, la fonte di sicurezza per i piatti casalinghi. Niente a che vedere con i ricettari odierni. L’elemento che li accomuna è l’idea di casa e di convivialità domestica. Non importa quale sia la nostra, troveremo sempre un ricettario che ci va bene. Che ci permette di preparare, realizzare un piatto immaginato e poi  vissuto e poi consumato.

Mi stupisce che sia finita nel dimenticatoio Petronilla. I suoi consigli sulla domenica del corriere e i suoi libri hanno scandito gli anni del fascismo, fino al pieno della Seconda guerre mondiale, quando scriveva i Desinaretti per questi tempi. Un breviario di quotidianità borghese. Un perfetto manuale per mantenere le sane abitudini domestiche. La famiglia attorno al desco, allestito dalla brava massaia. Quella che sa far fronte a qualsiasi evenienza. Tutto questo detto da una donna che ebbe il coraggio di essere se stessa, essere medico, scrivere, essere antifascista senza farsi cacciare. Petronilla, Amalia Moretti, è un enigma.

Guardo mia figlia, 13 anni, e mi chiedo quale sarà il suo ricettario. Per quale convivialità. Quale sarà la sua quotidiana abilità.

Penso a me e mi rendo conto che il mio ricettario è scritto nella memoria dei gesti delle mie nonne, che ho visto e poi rifatto. Quando leggo una ricetta, quando cerco di capirla ritorno con la memoria ai pomeriggi passati a pulire i cornetti, a sgranare piselli o fagioli. Risento il profumo delle carni cotte sulle stufe economiche.

Non c’è nessun ricettario che dica quale sia il rumore che deve fare un soffritto. Nessuno si avventura nel dire come deve essere il profumo di una marmellata che arriva a cottura. Ecco. Il vero ricettario è l’esperienza fatta da altri, trasmessa con i gesti.

Detto questo l’Artusi è il libro che ha fatto l’unità d’Italia in cucina perché ha avuto l’ardire di scrivere ciò che solo pochi potevano leggere. Allora, in quei tempi l’Italia era analfabeta.

5 risposte a "impara l’arte"

  1. mansion ha detto:

    Ti do un elemento in più per l’enigma di “Petronilla”. Su La Domenica del Corriere », n. 42, 18 octobre 1936, scriveva di accompagnare all’arrosto di cui aveva appena dato la ricetta la verdura preferita dal proprio marito, perché « il padrone, quello che lavora e che guadagna per tutti, è lui, e soltanto lui ! ». Diciamo che, in ogni caso, l’antifascismo e l’autoaffermazione professionale non sembra siano passati da una spiccata solidarietà di genere…
    🙂

    1. iaiadeambrogi ha detto:

      Tempo è uscito “Le voci di Petronilla”, biografia romanzata di Amalia. Non mi ha entusiasmato, ma ci ho trovato la difficoltà di navigare tra le diverse necessità imposte dalla vita e il conciliarle con il proprio desiderio e le proprie ambizioni. Mi ricorda molto mia nonna. Donna forte di polso, colta e intelligente ma come si descrisse in uno dei suoi ultimi giorni “abbastanza capace di affascinare ma non di ribellarmi del tutto. Ti prego non farlo tu al posto mio. Impara a saper pensare a te stessa.” Era il natale del 1971, io avevo 16 anni, le 86. Morì poco dopo. Credo che queste donne “intermedie” ci diano qualcosa di difficile da capire, la coscienza del proprio limite.

  2. mansion ha detto:

    Non ho letto la biografia, la cercherò, anche se dici che non è granché, sempre meglio di niente spero.
    Certo, non sono stati tempi facili da vivere. Quanto alla coscienza del proprio limite, credo sia un percorso che riguarda tutt*. E forse siamo un po’ anche noi delle donne “intermedie”, no?

  3. iaiadeambrogi ha detto:

    Le voci di Petronilla – di Roberta Schira e Alessandra De Vizzi – Salani editore – E. 16,80
    Io ho trovato che sia lenta la scrittura, quasi involuta. ma è gusto personale. Essendo talmente interessante il personaggio ho superato la difficoltà. Se si trova ancora cerca il “libro di cucina di Alice B. Toklas”, edizioni Tartaruga, quello si è un tuffo nelle questioni di genere.
    Attendo di avere il tempo di leggere l’ultimo libro di Stefania Barzini, dedicato a 10 scrittrici e al loro racconto della cucina e del cibo.
    Quanto all’essere intermedia, ormai ci sono abituata. Di perfetto qualche volta mi vengono i ravioli e gli arrosti.

  4. mansion ha detto:

    “Il libro di cucina di Alice B. Toklas” è fantastico! Mi cercherò anche questo di Barzini che dici. Curiosamente non avevo riflettuto sulla lettura di genere della cucina… Eppure è proprio uno degli stereotipi per eccellenza. Merci per il riferimento bibliografico e per lo scambio 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...