segnali

Oggi, 21 settembre 2011, al mercato comunale di piazza Wagner a Milano, il macellaio ha iniziato a vendere gli ossi per fare brodo e nervetti a 80 centesimi al chilo. Il fruttivendolo e il pescivendolo hanno iniziato a far pagare la pulizia della merce. Prima tutto ciò era gratis.

I salumieri e i pollivendoli hanno alzato di qualche centesimo al chilo il prezzo dei tagli che noi definiamo di scarto. Ali, piedini, orecchie, costine e lardo. Soprattutto hanno eliminato la distinzione tra i tagli per i filippini, che ne fanno incetta a partire dal venerdì pomeriggio.

Il fruttivendolo ha un grande cartello “settimana prossima arrivano le zucche nuove” e ha cambiato assortimento. Sono spariti i prodotti di moda e clamorosamente fuori stagione. Le patate e e le cipolle invece sono tornate alla grande. Bianche rosse, gialle, il loro prezzo va dagli 85 centesimi ai 3 euro.

cosa è successo? forse ancora nulla. Qualcosa sta succedendo. Qualcosa è in corso. Il racconto è difficile.

Mesi fa mi sono detta che avevo delle cose da raccontare, cronache quotidiane, domestiche, casalinghe. Ho scritto qualche ricetta, qualche racconto. Ho fatto piccoli accenni a spezzoni di vita. Poi per mesi non ho scritto. Ho solo accumulato appunti, senza che diventassero mai qualcosa di leggibile. Non ero mai soddisfatta, appena finito di scrivere succedeva qualcosa che cambiava il punto di fuga della mia prospettiva.

In questi mesi tutto mi è cambiato attorno. Per un certo periodo ho smesso di fidarmi della mia capacità di guardare e capire il mondo. Fatti personali, come l’improvviso licenziamento di mio marito, e fatti pubblici vissuti ora per ora, momento dopo momento, hanno sconquassato tutti i miei punti di riferimento. Come si racconta il fare la spesa e decidere cosa si mangia in una famiglia in cui non c’è più un reddito certo? Come racconto ai miei figli che adesso si deve stare attenti a ogni gesto perché lo spreco si annida ovunque? Sono stati mesi duri. Fino ad oggi.

Adesso questo blog diventa un diario dentro la crisi.

Ecco che il macellaio che mi vende le ossa da bollire è un segnale importante. Imprescindibile.

Chi li compra gli ossi? Chi ha ripreso a farsi il brodo in casa? Perché si riprende a farsi il brodo, se i dadi sarebbero così comodi? Chi è ancora capace di farsi il brodo, di conservarlo, di usarlo? Chi sa ancora programmare la propria economia domestica?

Ho scovato tre vecchi libri, due Enciclopedie domestiche, una scritta in piena autarchia, l’altra del 1951 e i ” Desinaretti per questi tempi”, ricettario del “44 di Petronilla. Sono formidabili. Bibbie per le quotidiane difficoltà domestiche, manuali per ogni intervento tecnico e pratico, breviari di quotidiana sussistenza.Ne sto ricavantrucchi e ricette perfetti per questi tempi incomprensibili.

Da qui riparto. Da questi tempi in cui tutto non è più come prima.

 

 

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